Io ho scelto coscientemente di votare NO ed ho invitato a farlo perché credo che il Parlamento sia l’espressione più alta della democrazia ed è per questo che non può essere trattato semplicemente come un costo. Personalmente non sono contrario alla riduzione numerica dei parlamentari, ma ad una riforma non completa e senza prospettive. E’ sbagliato ora pensare che il taglio dei parlamentari possa rendere più efficace e funzionante la nostra democrazia rappresentativa perché non è così. Io credo che la vittoria del NO avrebbe evitato una riduzione della rappresentanza democratica e, allo stesso tempo, fatto tremare le poltrone di una maggioranza. Probabilmente una coalizione di centrodestra più compatta nella scelta del referendum avrebbe dato una maggiore spinta all’esito delle votazioni anche se in tutti i partiti le crepe erano molte. Adesso c’è il rischio di passare da un Organo costituzionale come il Parlamento alla piattaforma Rousseau. Abbiamo permesso che la demagogia e la disinformazione penalizzassero la nostra democrazia allontanando la politica dal territorio, soprattutto dai piccoli territori, dimenticando che il Parlamento deve essere rappresentato meglio e non meno. I 5 Stelle hanno rivendicato la vittoria del referendum ma non si sono resi conto che nelle contestuali elezioni amministrative sono crollati a percentuali minime. La cosa grave, a mio avviso, è che la Politica è stata contaminata da una forte disinformazione con la conseguenza di auto indebolirsi e perdere quell’autorevolezza di un tempo che si trasformava anche in credibilità verso gli altri. Oggi, purtroppo, devo rilevare anche nella mia esperienza europea che la Politica italiana è “osservata” dall’esterno e appare debole e non credibile. A questo si aggiunga che lo stesso Governo tenta di delegittimare il Parlamento con la continua richiesta della “fiducia” evitando un confronto parlamentare che, invece, potrebbe diventare un valore aggiunto nei singoli provvedimenti legislativi.