Nell’intera Unione Europea ad oggi si sono contati circa 3 milioni e 700.000 contagiati di Covid-19, e quasi 200.000 deceduti. In alcuni casi è complicato anche arrivare ad effettuare un link epidemiologico e, molto spesso, la maggior parte dei contagi proviene dallo stesso cluster. In questo bollettino di guerra le statistiche ci dicono che spesso le strutture che accolgono anziani e persone differentemente abili sono diventate cluster di diffusione del virus e gli operatori sanitari hanno rischiato e in alcuni casi sacrificato le loro stesse vite per salvare quelle di altri. Considerato proprio il crescente numero di contagi registrati nelle case di cura per anziani e disabili di tutta Europa, ho presentato una interrogazione parlamentare per chiedere alla Commissione di valutare ulteriori procedure e protocolli sanitari al fine di avere una maggiore sicurezza per gli ospiti e per gli operatori sanitari che vi lavorano. L’emergenza sanitaria dovuta al Coronavirus sta diventando in tutta Europa motivo di grande preoccupazione. In Italia ci si interroga se il nostro sistema sanitario è in grado di gestire una seconda ondata della pandemia. Purtroppo, sembra che solo il Governo italiano non noti le criticità nella gestione dei tamponi e non prenda atto che poco è stato fatto in termini di organizzazione di nuove terapie intensive e ancor di più del potenziamento dei medici e dei sanitari. Tutto questo aumenta in noi la preoccupazione che il sistema non sarà in grado di far fronte a questa nuova ondata di ricoveri. A fronte di questo quadro critico, è assurdo che il Governo continui a rigettare l’idea di accedere alle risorse europee del Mes (36 miliardi messi a disposizione dell’UE disponibili da subito) che avrebbero permesso di iniziare quel necessario programma di ristrutturazione e potenziamento della nostra sanità che ora è sull’orlo del collasso. Il presidente Conte, interrogato più volte sull’uso dei fondi del Mes, ha temporeggiato confermando però che se ci dovesse essere bisogno è pronto a richiederlo. Perché mettere a rischio vite umane di operatori sanitari e cittadini? Forza Italia fin dall’inizio dell’emergenza ha sollecitato il governo ad aprire una serena e costruttiva discussione in Parlamento per far capire la necessità e l’opportunità di utilizzare queste risorse. A differenza del Recovery fund, su cui il governo non sembra avere ancora le idee chiare, il Mes è una risorsa immediata, disponibile e ora più utile che mai. Sono fortemente convinto che ricorrere agli aiuti del Mes sia la scelta più saggia da compiere subito per il bene degli italiani.