Salvatore De Meo
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Già a luglio scorso avevo presentato un’interrogazione alla Commissione Europea in merito ai nuovi dazi che l’Amministrazione statunitense intendeva imporre ai prodotti provenienti dall’UE chiedendo di intervenire per scongiurare una pericolosa “guerra dei dazi” che avrebbe potuto fortemente appesantire la ripartenza economica dell’Europa e, soprattutto, mettere in ginocchio il settore agroalimentare, penalizzando anche molte eccellenze italiane riconosciute in tutto il mondo. La mia richiesta arrivava soprattutto alla luce dell'annunciata applicazione da parte degli USA di nuovi dazi su molti prodotti europei, frutto della nota vicenda Airbus/Boeing, e delle dichiarazioni in merito dell’ex Presidente Trump che in campagna elettorale consolidava e rilanciava il suo slogan, “American First”. Ora che la presidenza degli Stati Uniti è cambiata, spero che il neo Presidente Joe Biden voglia riprendere un dialogo costruttivo con l’Unione Europea perché gli USA sono un partner importante con cui è necessario colloquiare per rilanciare le relazioni transatlantiche e affrontare le difficili sfide che ci attendono. Prendiamo atto che nel corso della sua campagna elettorale Biden ha più volte espresso la volontà di riportare gli Stati Uniti nelle più importanti istituzioni mondiali dopo gli annunci dell’ex Presidente americano di uscire dalla NATO o l’uscita degli USA dalla Commissione Onu sui diritti umani e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). In questo nuovo scenario mi auguro che Biden voglia riconsiderare anche la volontà, annunciata dalla precedente amministrazione Trump, di introdurre nuovi dazi sui prodotti dell’Unione Europea ed in particolare su quelli agroalimentari, tra cui molte eccellenze italiane come vino, olio e pasta per un valore complessivo che la Coldiretti stima intorno a 3 miliardi di euro all’anno. Il nostro Made in Italy, come ho avuto modo di affermare anche nell’interrogazione alla Commissione Europea, è già stato duramente compromesso dalla pandemia. Il settore agroalimentare, inoltre, è quello che più di tutti è stato sfruttato e che più di tutti ha necessità di risollevarsi e rinnovarsi. La conferma di questi ulteriori dazi procurerebbe un danno senza precedenti ai prodotti simbolo dell’agroalimentare italiano ripercuotendosi sull’economia stessa di tutti gli Stati membri. E’ necessario che l’Amministrazione Biden confermi i suoi intenti riguardo i rapporti USA – UE ripristinando un confronto propositivo sui temi di politica internazionale e allontanando qualsiasi ipotesi di crisi all’orizzonte, deleteria per tutti, soprattutto per l’Italia.

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