La Commissione europea ha inviato nei giorni scorsi all’Italia una lettera di messa in mora relativa al rinnovo automatico delle concessioni balneari. In pratica, la Commissione chiede all’Italia di garantire trasparenza e parità di trattamento nell’assegnazione delle concessioni demaniali marittime. Nello specifico, Bruxelles ritiene che la normativa italiana in materia sia incompatibile con il diritto dell’UE ed in particolare della Direttiva Bolkestein. Ritengo che sia inaccettabile questa procedura di messa in mora da parte della Commissione soprattutto in un momento così delicato per l’economia in cui l’Unione europea dovrebbe essere vicina agli Stati e alle loro imprese. Non condivido questa indifferenza da parte dell’Europa nei confronti di un settore strategico per la nostra economia che opera in condizioni sempre più difficili. È chiaro poi che la direttiva Bolkestein sta mostrando sempre di più i suoi punti critici e va rimessa in discussione. In questo clima di grandi criticità, va tutelata anche l’armonizzazione delle legislazioni per tutti i Paesi membri. A tal proposito, ho presentato insieme ai colleghi eurodeputati di Forza Italia – Gruppo PPE, una interrogazione alla Commissione europea chiedendo di rivedere l’avvio della procedura d’infrazione per la mancata applicazione della direttiva Bolkestein sulle concessioni demaniali che, invece, l’Italia ha prorogato al 2033. Abbiamo chiesto di prendere atto della situazione straordinaria venutasi a creare con la pandemia e dei danni già subiti dal settore balneare per il quale è necessaria una complessiva riforma. L’emergenza Covid, infatti, ha già gravemente colpito il settore balneare italiano con una perdita di 18,4 miliardi di euro, di cui 8 miliardi di mancato introito da parte dei turisti stranieri e 10,4 miliardi attribuibili ai turisti italiani: una crisi senza precedenti per il settore balneare. Non si può dimenticare che lo stesso ideatore della Direttiva, l’ex Commissario Bolkestein, in una dichiarazione pubblica in Italia lo scorso anno aveva precisato che le concessioni demaniali non avrebbero dovuto essere inserite nella Direttiva perché riferite ai servizi e non ai beni. Per questo la Delegazione di Forza Italia ha chiesto non solo di sospendere la procedura, ma di chiarire anche l’effettivo ambito di applicazione della Direttiva stessa evidenziando la competenza legislativa esclusiva dello Stato in tema di beni demaniali.