Salvatore De Meo
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Nelle scuole oggi si studia la “shoah”, ma probabilmente tanti ragazzi non si rendono conto di cosa abbia rappresentato a livello storico perché comunque viene percepita da essi come una realtà lontana. La parola “shoah” (che significa catastrofe, distruzione) a stento riesce a rendere ciò che ha significato negli anni quaranta essere ebreo, essere “diverso” in una società che aveva ormai abbattuto ogni spirito umano e umanitario. La mia domanda è: oggi i nostri ragazzi ricorderanno la shoah, ma poi domani? Che cosa faranno domani questi ragazzi? Ricorderanno ancora l’eccidio degli ebrei o saranno assorbiti di nuovo da un mondo in cui la dignità e la libertà di molti viene violata spesso nell’indifferenza di tanti? Ogni anno si contano centinaia di episodi di sangue, di odio, di razzismo: praticamente non passa giorno che in qualche luogo del mondo non vi siano morti, feriti, violenze e soprusi. C’è ancora troppo odio nell’attuale società e, anche se non si parla più di campi di concentramento, sono ancora tanti gli episodi di violenza in ogni sua declinazione che spesso vedono proprio i giovani protagonisti. Dalla storia, in questo caso, non abbiamo imparato nulla. Abbiamo semplicemente visto i cambiamenti della violenza in tante forme diverse che danneggiano ugualmente la dignità umana. La stessa Europa, a dicembre scorso, condannando il regime dittatoriale di Lukašenko, ha assegnato il premio Sacharov all’opposizione democratica in Bielorussia per la libertà di pensiero. Uomini e donne coraggiosi, figure della società politica e civile che si sono battuti e si stanno battendo contro un regime che priva loro della libertà più preziosa, quella di pensiero. Io credo che i protagonisti di un reale cambiamento della società debbano essere proprio i giovani di oggi. A loro, alla loro vitalità, alle loro energie, al loro entusiasmo dobbiamo affidarci accompagnandoli per costruire fondamenta solide e forti. Aiutarli a tutelare ciò che la storia ci ha donato ed a prendere spunto dalla storia passata per non ricadere in errori catastrofici. Far capire loro che la libertà di tutti purtroppo non è imprescindibile, ma che può e deve esserlo in ogni forma. Solo così si potrà avere la presunzione di dire che stiamo preparando un futuro migliore per noi e per loro. Nessuno può e deve dimenticare le persecuzioni agli ebrei, la più grande piaga della nostra storia, perché solo con la memoria si possono vincere l’indifferenza e l’odio che ancora si annidano nel mondo. Ricordare è un dovere di tutti perché dagli errori del passato si può e si deve costruire un futuro migliore. Mi auguro quindi che i nostri ragazzi comprendano la fortuna che hanno e che da domani continuino a portare avanti, seppur nel loro piccolo, atteggiamenti che tutelino sempre la libertà e la dignità di ogni essere umano.

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