Salvatore De Meo
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La Conferenza sul futuro dell’Europa si apre dopo la dimostrazione di straordinaria resilienza che l’Europa ha dato nella lotta contro la pandemia e dall'ideazione di un piano di recupero da una crisi economica, sociale e sanitaria senza precedenti. Il Summit Sociale svoltosi a Porto, che ha rappresentato l’apripista della Conferenza, è stato una grande opportunità per confrontarsi sui temi del lavoro, delle pari opportunità, dell’assistenza sanitaria e della protezione sociale mettendo i cittadini al centro del progetto europeo. Ed è proprio ai cittadini, attraverso una piattaforma digitale, che la Conferenza sul futuro si è rivolta in primis, chiedendo loro di contribuire, con idee e suggerimenti, ad una migliore definizione delle politiche europee. L’inaugurazione della Conferenza sul futuro dell’Europa è avvenuta a Strasburgo, in Francia, il giorno della Festa dell'Europa, nell'emiciclo dell'Europarlamento riaperto nella sede alsaziana dopo che dal febbraio 2020 la pandemia aveva costretto a spostare le sessioni a Bruxelles. All'evento erano presenti il presidente francese, Emmanuel Macron, il presidente dell'Europarlamento, David Sassoli, la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, e il leader portoghese Antonio Costa, il cui Paese detiene la presidenza di turno del Consiglio dell’Ue. Tra di essi c’è stato un dibattito aperto, inclusivo e trasparente sui grandi temi che ci aspettano, come la crisi del debito sovrano europeo, la revisione dei trattati, la gestione dei flussi migratori, il cambiamento climatico o il ruolo geopolitico dell’Unione. La von der Leyen ha sottolineato come per il futuro dell'Unione europea serva una nuova solidarietà e una giustizia sociale tra le generazioni, un nuovo dialogo strutturale intergenerazionale, ma anche che i giovani dovranno avere un ruolo centrale in questo cambiamento. Sassoli ha parlato di “modernizzare l'UE” mentre Macron ha sottolineato come la solidarietà e la democrazia siano state la forza degli Stati membri. Personalmente credo che l’Europa non rappresenti solo una comunità d’intenti, ma sia un progetto politico, economico, sociale e culturale fatto di persone che vogliono costruire qualcosa di importante per il beneficio di tutti. Se abbiamo resistito insieme a questa pandemia è perché siamo stati solidali, resilienti e coraggiosi. L’Europa ha bisogno di essere forte, di imparare dal suo passato e dai suoi errori andando avanti verso un futuro grande e ambizioso in cui i cittadini devono essere resi protagonisti.

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