Salvatore De Meo
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La notizia che l’Unione europea voglia concedere l’autorizzazione dell’eliminazione totale o parziale dell’alcol nell’ambito delle pratiche enologiche con la possibilità di aggiungere acqua anche nei vini a denominazione di origine DOP e IGP, mi sembra un ulteriore accanimento verso le eccellenze alimentari, soprattutto, del made in Italy. Un vero e proprio attacco al mondo del vino che fa seguito alla proposta di inserire, anche, un’eventuale etichetta di avvertimento per scoraggiare il suo consumo per migliorare la salute dei cittadini europei. Il procedimento di trasformazione dell’uva in vino è la fermentazione alcolica e non si può parlare di vino se si toglie l’alcool, semmai di bevanda di tutt’altro genere. Insieme con altri colleghi ho firmato una lettera inviata al presidente, Janusz Wojciechowski, della Commissione agricoltura, della quale sono membro effettivo, per chiedere di intervenire immediatamente per non permettere questa “anomala” pratica enologica e proteggere uno dei prodotti più simbolici, storici e tradizionali dell’UE. Il mio intervento in merito rilasciato ai microfoni di Radio Show Italia

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