Salvatore De Meo
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Il 16 settembre, la Commissione europea ha svelato i contorni della nuova e tanto attesa “Autorità europea per la preparazione e la risposta alle emergenze sanitarie” (Health Emergency prepardness and Response Authority - HERA), presentata dal vicepresidente Margarítis Schinás come “il blocco mancante” nella configurazione della Unione Sanitaria Europea. L’obiettivo di questa agenzia è di evitare esattamente quello che è accaduto soprattutto nella prima fase dell'epidemia, e che a tratti prosegue tutt'ora. Ogni Paese, infatti, ha preso decisioni diverse che non hanno permesso di mettere subito in campo misure comuni efficaci permettendo così al Coronavirus di dilagare indisturbato. Inoltre, molti hanno operato scelte egoistiche cercando di accaparrarsi dispositivi di protezione personale e presidi medici senza capire che la salute pubblica si tutela soltanto se si marcia tutti nella stessa direzione soprattutto all’interno di un mercato unico come quello europeo. HERA dovrebbe essere pienamente operativa entro l'inizio del 2022 ed avrà il compito di integrare il lavoro delle agenzie sanitarie europee già esistenti garantendo che l'UE sia pronta ad agire su tutti i fronti in caso di crisi sanitaria transfrontaliera. Per fare ciò, HERA opererà in due diverse modalità: una modalità di preparazione e una modalità di emergenza. L’Agenzia dovrà monitorare l’emergenza di nuovi agenti patogeni, elaborare modelli di previsione delle pandemie, promuovere lo sviluppo di nuovi medicinali e garantire la produzione e l’approvvigionamento di dispositivi sanitari. Infine, qualora si verificasse un’emergenza sanitaria, HERA sarà responsabile della raccolta di informazioni, della valutazione delle potenziali minacce, del sostegno alla ricerca e dell'innovazione o della disponibilità di siti per produrre contromisure mediche sufficienti, se necessario. In questo programma è compreso anche “EU FAB”, lo strumento che prevede la creazione di una rete di siti che possono essere riconvertiti, in tempi brevissimi, in laboratori e siti produttivi per vaccini. L’obiettivo finale è di sviluppare e produrre vaccini in attesa che il mercato raggiunga una soglia di produzione tale da non richiedere più l’intervento pubblico. HERA disporrà, fin dal momento della sua istituzione ad inizio 2022, di ben 6 miliardi di euro per l’intera durata dell’attuale Quadro Finanziario Pluriennale Europeo 2021-2027 che, con i fondi integrativi di Next Generation EU, potrà contare su una disponibilità di quasi 30 miliardi di euro per il suddetto periodo. L’HERA sarà istituita all’interno della Commissione europea e andrà a completare il quadro delle agenzie europee impegnate nel settore sanitario. Non sarà quindi un'autorità indipendente, ma un organismo interno alla Commissione. Seppur il Partito Popolare Europeo abbia sostenuto la necessità della creazione di un’Agenzia per le emergenze sanitarie, la proposta della Commissione taglia fuori il Parlamento europeo dal potere decisionale. Mentre gli Stati membri saranno coinvolti nel servizio da vicino, all’interno di una sorta di Consiglio di amministrazione e di un Comitato di crisi, il Parlamento europeo sarà semplicemente invitato a nominare un osservatore al Consiglio di amministrazione. Questa decisione desta serie preoccupazioni poiché non si può tagliare fuori dalle decisioni l’unica istituzione europea democraticamente eletta che rappresenta 300 milioni di cittadini.

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