Salvatore De Meo
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Ad agosto scorso, la Commissione europea ha erogato all'Italia 24,9 miliardi di euro a titolo di prefinanziamento, pari al 13% dell'importo totale stanziato a favore del nostro Paese in sovvenzioni e prestiti nel quadro del dispositivo per la ripresa e la resilienza. L'Italia è stato uno dei primi Paesi a ricevere un prefinanziamento nell'ambito europeo. Questa prima tranche è un concreto contributo per l'attuazione delle misure fondamentali di investimento e riforma delineate nel PNRR consegnato dal Governo italiano nell’aprile scorso ed approvato dalla Commissione europea a giugno. La stessa Commissione autorizzerà nei prossimi mesi l'erogazione di ulteriori fondi in funzione della realizzazione degli investimenti e delle riforme previsti nel PNRR italiano per una cifra finale complessiva di 191,5 miliardi di euro di cui 68,9 miliardi in sovvenzioni e 122,6 miliardi in prestiti. Se il Covid ha saputo vincere su tutti mettendo in crisi i mercati e l’economia mondiale, il Next Generation Eu rappresenta probabilmente la più grande risposta europea con i 723,8 miliardi che l’Ue ha previsto per sostenere gli investimenti e le riforme di tutti gli Stati membri. La sfida che l’Ue si è posta non è solo per una fattiva ripartenza post Covid, ma è nella sua ottica futura che prescinde dalla Conferenza sul futuro dell’Europa e guarda dritto alle transizioni verde e digitale puntando al rafforzamento della resilienza ed alla coesione nelle nostre società. Sono sfide europee, ma sono soprattutto sfide di ogni singolo Stato membro. L’Italia è stata certamente tra quelli più colpiti dalla crisi che non è stata solo economica, ma anche sociale e sanitaria. Il nostro Paese ha risposto in modo efficiente con un Governo di alto profilo, come suggerito anche da Forza Italia, e con un lavoro conseguente coordinato dal premier Draghi in maniera coesa e competente. Quando la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha dichiarato che il nostro PNRR “presenta il livello di ambizione necessario per fare del Paese un motore di crescita per tutta l'Europa, perché per un'Europa forte serve un'Italia forte” ha centrato in pieno la determinazione che tutti gli italiani hanno avuto nell’affrontare e nel cercare di superare la crisi. Ciò lo dimostrano i dati di oggi con l'Italia che, nel primo semestre del 2021, ha già registrato una crescita del 4,6%. L’obiettivo devono essere le riforme che il nostro Paese si è impegnato a realizzare: un sistema di mobilità più verde e più sostenibile, un aumento delle energie rinnovabili, la digitalizzazione delle imprese, la diffusione del 5G e della banda ultra larga, una pubblica amministrazione più efficiente e un contesto imprenditoriale più attraente e competitivo. L’Italia non può sbagliare, l’Europa non può sbagliare. Dobbiamo essere tutti uniti per rilanciare l'economia e costruire un futuro sostenibile per noi e per le prossime generazioni.

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