Salvatore De Meo
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Da tempo l’Europa lavora per un insieme comune di norme sugli obblighi e la responsabilità degli intermediari all'interno del mercato unico con nuove opportunità per quanto riguarda l'offerta di servizi digitali oltrefrontiera garantendo nel contempo un elevato livello di tutela a tutti gli utenti, indipendentemente dal luogo in cui risiedono nell'UE. Le norme promuovono l'innovazione, la crescita e la competitività e facilitano l'espansione delle piattaforme più piccole, delle PMI e delle start-up. Le responsabilità degli utenti, delle piattaforme e delle autorità pubbliche sono riequilibrate in base ai valori europei, ponendo al centro i cittadini e la loro sicurezza. Proprio in merito alla Legge sui servizi digitali sono intervenuto durante la plenaria a Strasburgo commentando anche il lavoro svolto negli scorsi mesi da tutti i gruppi politici e dalla Commissione IMCO. Pur riconoscendo gli ottimi risultati ottenuti, ho ritenuto che in alcuni passaggi si sia andati oltre quello che era lo scopo iniziale del testo elaborato: rendere tutto ciò che è illegale offline anche online. Ho voluto porre l’attenzione anche sull’importanza di non ledere la libertà di espressione e di informazione, soprattutto da parte dei media e dei giornali. L’obiettivo comune era creare un ambiente dove la burocrazia non schiacciasse le imprese e dove i requisiti troppo stringenti impediscano al business di fiorire sul nostro continente. Come ci ricordava il Presidente Sassoli, l’Europa deve innovare la propria legislazione, garantendo la protezione dei consumatori ed il rispetto dei diritti fondamentali, diventando così un esempio da seguire per altri Paesi nel mondo anche in questo settore. Dovevamo puntare ad innovare i nostri mercati e i servizi digitali creando un modello per gli altri e ponendo le basi per un’Europa più democratica e sicura per le future generazioni. Successivamente, il 20 gennaio, durante l’assemblea plenaria, è stato definitivamente votato il testo del Digital Services Act (Dsa) che ha risposto alle nostre osservazioni ed imposto alle grandi piattaforme online, come Google, Apple, Facebook e Amazon, una maggiore responsabilità sul controllo e la moderazione dei contenuti. Tra le principali misure, ci sono anche la rimozione diretta dei contenuti illegali o nocivi, la responsabilità legale per le Big Tech nei confronti degli utenti, più opzioni per negare il consenso alla pubblicità mirata e una maggiore trasparenza sugli algoritmi. Il Dsa ha istituito, inoltre, un nuovo meccanismo per le notifiche e l'esenzione da alcuni obblighi per le micro e piccole imprese ed ha rafforzato le misure sulla pubblicità mirata. Sono stati previsti nel testo approvato anche maggiore una trasparenza nell'uso degli algoritmi e il diritto al risarcimento da parte degli utenti.

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