Salvatore De Meo
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Nell’emiciclo di Strasburgo abbiamo largamente discusso e approvato la Relazione per una strategia europea contro il cancro affinché l’Unione europea rafforzi le sue azioni di ricerca, di prevenzione e di cura per combattere questa insidiosa malattia. Abbiamo tutti riconosciuto come la lotta al cancro sia una priorità e abbiamo condiviso la necessità di fare di più. Nel frattempo, come ho voluto sottolineare nel mio intervento durante i lavori della plenaria, bisogna tenere conto e fare doverose riflessioni sui milioni di europei che continuano ad ammalarsi o a morire di cancro. Dopo l’approvazione della Relazione BECA per una Strategia europea contro il cancro, il Parlamento, a distanza di pochi giorni, è stato chiamato ad esprimersi su un altro provvedimento che, seppur apparentemente diverso, ha visto proprio nel cancro l’elemento di collegamento facendoci capire quanto sia necessario intervenire su più fronti per debellare questa malattia. Il cancro è pericoloso soprattutto per i modi e i tempi in cui si sviluppa. La prevenzione diventa quindi l’arma più efficace per combatterlo insieme ad un potenziamento della ricerca e di azioni comuni che possono essere meglio affrontate con un’azione congiunta dell’Unione e una legislazione a livello europeo capace di adattarsi ai nuovi pericoli a cui sono esposti i lavoratori.  Secondo le stime, le norme che abbiamo approvato ridurranno di circa un milione l’esposizione dei nostri lavoratori europei alle sostanze chimiche cancerogene. Nel provvedimento ho apprezzato l’attenzione che è stata data ai lavoratori del comparto ospedaliero, da due anni in prima linea nella pandemia. Proprio gli operatori sanitari, infatti, hanno quotidianamente a che fare con medicinali pericolosi, metà dei quali reprotossici, ed è quindi necessario avere un’adeguata formazione per maneggiare questi prodotti. Con la quarta modifica apportata alla Direttiva contro il cancro non solo aggiorniamo l’elenco delle sostanze cancerogene, che andrebbe ulteriormente rivisto con un lasso temporale minore, ma fissiamo anche un livello europeo di limiti di esposizione ad esse. Questo rappresenta un altro passo in avanti per proteggere cittadine e cittadini europei che, anche sui luoghi di lavoro, devono sentirsi sicuri grazie ad un’Europa che c’è e tutela la loro salute.

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