Salvatore De Meo
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Il Parlamento europeo ha adottato il regolamento per il ciclo di vita sostenibile delle batterie. La normativa sostiene l’introduzione dell’obbligo di diligenza per i produttori al fine di scongiurare il mancato rispetto dei criteri di natura sociale e l’industria dovrà garantire maggior rispetto dei diritti umani, tenendo in considerazione i rischi relativi all’approvvigionamento, alla lavorazione e al commercio delle materie prime concentrate solo in pochi Paesi. Durante i lavori della plenaria di marzo, sono intervenuto proprio in merito a questo regolamento per sottolineare anche la necessità di avere una economia produttiva europea in tal senso. Bisogna riconoscere, infatti, che, a differenza di quanto accaduto in passato dove abbiamo sostenuto politiche ambientali a favore del fotovoltaico senza avere una produzione europea, in questa occasione l’Unione europea ha allineato le sue politiche ambientali con quelle industriali puntando ad avere una sua graduale autonomia produttiva di qualità da contrapporre a quella dei Paesi terzi. Certo, il fattore tempo rappresenta ora una variabile essenziale, anche alla luce del conflitto bellico in corso, e ci obbligherà a perseguire i nostri obiettivi in maniera veloce ed efficiente. Nel mio intervento all’emiciclo ho voluto sottolineare anche come il lavoro fatto per il Regolamento abbia rappresentato un modello da replicare per l’approccio olistico con cui si è proceduto a definire una normativa riferita all’intero ciclo di vita di un prodotto così da poterne sfruttare al massimo le potenzialità e creare un virtuoso sistema circolare. Sappiamo che la domanda di batterie crescerà in maniera esponenziale per favorire la mobilità sostenibile e l’accumulo delle energie rinnovabili, ma sappiamo che purtroppo l’Europa attualmente è dipendente da altri Paesi per i necessari componenti chimici. L’attuale blocco della Russia ad esportare nichel ha evidenziato ancora di più la necessità e l’urgenza di un nostro sistema produttivo circolare ed il più possibile autonomo. Questo regolamento rappresenta però un decisivo passo in avanti sulle batterie e sostituirà la direttiva del 2006, non più adeguata al mercato, all’evoluzione tecnologica e industriale e, soprattutto, ai nuovi obiettivi ambientali dell'Europa.

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