Salvatore De Meo
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De Meo (FI – PPE): “Bene sostenere il biologico, ma non deve essere una discriminante dell’agricoltura convenzionale”.

Il Parlamento europeo, riunitosi in plenaria a Strasburgo, ha approvato il nuovo piano d’azione per lo sviluppo dell’agricoltura biologica in Europa. La riconosce quale componente principale del percorso dell’UE verso sistemi alimentari più sostenibili. Sostenibilità che passa per l’utilizzo di pratiche agricole più sostenibili, e facendo un uso più efficiente delle fonti rinnovabili. Tra gli obiettivi, anche quelli di assicurare norme più rigorose in materia di benessere degli animali e contribuire a garantire maggiori entrate agli agricoltori europei.

Il Parlamento Europeo invita però la Commissione ad effettuare diverse considerazioni. Prima fra tutte, la quota di superficie agricola adibita all’agricoltura biologica che varia notevolmente tra gli Stati membri. Evidenzia che tale aspetto deve essere preso in considerazione in fase di sviluppo di politiche e strumenti volti a promuovere la produzione biologica. Infine, esorta la Commissione a prestare particolare attenzione al sostegno agli Stati che registrano un certo ritardo.

Il Parlamento Europeo, citando testualmene il piano d’azione, “insiste affinché tutte le misure e gli strumenti proposti a tale riguardo si basino su analisi e valutazioni d’impatto approfondite. E’ del parere che la legislazione e i piani d’azione per l’agricoltura biologica debbano prevedere un margine di flessibilità sufficiente per tenere conto delle differenze nella natura e nelle condizioni dell’agricoltura biologica negli Stati membri“.

La dichiarazione dell’On. Salvatore De Meo

«Il nuovo piano d’azione – dichiara l’On. Salvatore De Meo (Eurodeputato, Membro della Commissione agricoltura e sviluppo rurale), si propone di raggiungere, entro il 2030, il 25% dei terreni agricoli da destinare all’agricoltura biologica per migliorare la sostenibilità del settore e stimolare un maggior consumo di prodotti biologici garantendo ad essi una certificazione europea che dovrà essere maggiormente protetta dalle importazioni dai Paesi terzi.

Lo sviluppo dell’agricoltura biologica richiederà investimenti in ricerca, innovazione e tecnologie digitali. Ma non possiamo non rilevare che, allo stato attuale, i maggiori costi produttivi si traducono in prezzi dei prodotti più alti.

A riguardo – precisa De Meo- nel nuovo piano è stato approvato un mio emendamento con cui si ribadisce l’importanza dei centri agroalimentari all’ingrosso il cui ruolo viene riconosciuto strategico non solo in termini di produzione e distribuzione dei prodotti biologici, ma anche per la formazione del prezzo nell’ottica di una filiera realmente corta come auspicato dalla strategia “Farm to Fork”.

L’Italia – conclude De Meo – risulta tra i Paesi europei con il maggior numero di aziende biologiche e sicuramente il nuovo piano favorirà un’ulteriore crescita, ma questa spinta non deve assolutamente far considerare l’agricoltura convenzionale meno rispettosa dell’ambiente né rappresentare una discriminante nella distribuzione dei relativi prodotti”.

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