Salvatore De Meo
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I casi di peste suina sono una concreta minaccia alla salute animale: la manifestazione di queste malattie animali, come tanti esperti affermano convintamente, è dovuta all’azione dell’uomo sull’ambiente. È un po’ come se, mettendo sotto pressione l’ambiente e gli esseri che ospita, l’uomo favorisca l’emerge di queste patologie come una sorta di boomerang. Al momento, è doveroso sottolinearlo, la situazione in Italia e in Europa è sotto controllo sia dove ci sono i focolai sia dove sono stati trovati animali selvatici positivi. Il problema maggiore sussiste, invece, oltre che per gli animali, anche per l’economia di tutti gli Stati. Ad essere colpito è, infatti, un settore che, tra carni e salumi, solo in Italia vale un fatturato di circa 1,6 miliardi di euro. In merito a tale emergenza, ho presentato un’interrogazione alla Commissione, ma anche condiviso con altri colleghi deputati una lettera nella quale abbiamo sollecitato misure mirate e straordinarie a favore di cittadini e animali che tutelino i territori colpiti e prevengano una ulteriore propagazione del virus che genererebbe conseguenze a livello sociale, alimentare ed economico non indifferenti. Con i nuovi casi accertati di vaiolo delle scimmie, lo scenario epidemiologico, infatti, rischia adesso di diventare più critico e, anche se non c’è alcun pericolo per la salute umana, bisogna tenere alta l’importanza e l’attenzione per tutto il settore zootecnico e per l’economia di tutte le imprese e le attività correlate ad esso.

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