Salvatore De Meo
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Il Parlamento ed il Consiglio europeo, nello scorso giugno, hanno raggiunto l’accordo per l’approvazione di nuove norme che hanno lo scopo di rafforzare il livello di preparazione delle infrastrutture critiche e strategiche di fronte a una serie di minacce, tra cui i rischi naturali, gli attacchi terroristici, il sabotaggio o le emergenze sanitarie come la recente pandemia di Covid-19. In Europa, le infrastrutture critiche sono ormai oggetto di una serie di sollecitazioni che rendono necessario un continuo rafforzamento delle stesse oltre a una serie di innovazioni proiettate ad una migliore prevenzione e mitigazione dei possibili rischi. Era necessario quindi porre un nuovo approccio nei confronti delle infrastrutture critiche, più ampio ed inclusivo, che potesse consentire agli Stati membri di affrontare abilmente le interdipendenze transfrontaliere e i potenziali effetti di una qualsiasi minaccia. Il 22 novembre scorso, il Parlamento europeo ha approvato l’intesa con il co-legislatore del Consiglio dell’Ue sulla direttiva sulla resilienza delle infrastrutture critiche (direttiva Cer), salvaguardando l’esposizione di tutti gli Stati membri alle minacce e agli attacchi ibridi e informatici. Viviamo in un contesto storico molto delicato, con una situazione geopolitica in Europa decisamente critica e, di conseguenza, rafforzare la nostra resilienza è di fondamentale importanza. Dopo un intenso lavoro di confronto con i colleghi, è con grande soddisfazione che ho preso atto che anche il settore agroalimentare è stato inserito nell’ambito di applicazione della direttiva, ma, soprattutto, che la mia proposta di emendamento è stata accolta riconoscendo i mercati all’ingrosso tra le infrastrutture strategiche da rafforzare e tutelare per garantire la continuità e la sicurezza alimentare. L’estensione di questa direttiva al settore agroalimentare è fondamentale poiché il funzionamento della catena alimentare rappresenta un servizio essenziale per il benessere della nostra società ed i mercati all’ingrosso, in quanto strutture di pubblico interesse, sono indispensabili. Basti pensare che durante la pandemia, proprio grazie ad essi si è evitato in molti Paesi un blocco del sistema e si è garantito l’approvvigionamento e la fornitura dei prodotti alimentari.

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