On. Salvatore De Meo
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«Penso che il decreto “Anticipi”, così come proposto incide in modo sostanziale sull’attuale regime di tassazione agevolata temporaneo che è riconosciuto ai lavoratori che trasferiscono la residenza in Italia e che si è sinora rivelato efficace per favorire il rientro in Patria di migliaia di lavoratori italiani all’estero – afferma il responsabile per gli Italiani all’estero di Forza Italia, l’eurodeputato Salvatore De Meo -. Spero in un miglioramento in fase di conversione ed in particolare – aggiunge De Meo – dovrebbe essere eliminata ogni possibile forma di retroattività della norma, che aprirebbe la strada a possibili discriminazioni, a tutela delle centinaia di famiglie che hanno già scelto di rientrare in Italia negli ultimi mesi grazie agli incentivi e che rischierebbero invece di trovarsi improvvisamente sotto un regime fiscale totalmente diverso e più penalizzante rispetto a quello che li aveva incentivati a rientrare».

Secondo le ultime statistiche sulle dichiarazioni fiscali relative al periodo di imposta 2021 pubblicate dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, il numero dei cervelli “in rientro” in Italia (e non più in fuga) è in costante crescita, e ciò si deve soprattutto alle agevolazioni fiscali dedicate a questa particolare categoria di lavoratori. Le agevolazioni hanno infatti interessato 19.400 lavoratori con un reddito lordo medio di 131.920 euro, in forte crescita rispetto ai circa 15 mila lavoratori rientrati nel 2020.

«Depotenziare l’attuale regime, rendendolo più restrittivo in termini di requisiti per l’accesso o eliminando l’estensione della durata legata alla casa e ai figli, in generale al radicamento in Italia, rischierebbe di ridurre drasticamente il numero dei potenziali beneficiari – conclude De Meo -. Gli italiani all’estero sono una risorsa fondamentale per il Paese e nonostante gli attuali vincoli di bilancio l’obiettivo di legislatura del Governo rimane il rafforzamento di tutti gli strumenti necessari a valorizzare a pieno il potenziale delle comunità italiane nel mondo, ivi comprese le opportunità di trasferire il proprio lavoro e la propria famiglia in Italia dopo anni di lavoro all’estero».